Punto A Capo Taranto Associazione di Promozione Sociale<br>
Nostre iniziative
Taranto Non Dorme V edizione 
Quinta edizione della Rassegna di teatro d’autore  contempo raneo
TARANTO NON DORME …ricordando Daniele Serra dal 18 gennaio all’1 marzo, ore 21 Cinema - Teatro Bellarmino Taranto - Corso Italia ang. Via S. Roberto Bellarmino
Torna per il quinto anno consecutivo Taranto Non Dorme, rassegna di teatro d’autore contemporaneo, promossa dall’Associazione Punto A Capo.
Sono quattro gli spettacoli che animeranno il palcoscenico del Cinema Teatro Bellarmino, sempre di lunedì alle ore 21, dal 18 gennaio all’1 marzo. Info
Penne a Sonagli
L’Associazione PUNTO A CAPO con il sostegno di Oro6 Presenta
La prima edizione della rassegna letteraria
PENNE A SONAGLI - NARRATORI D'OGGI, TRA CINEMA, MUSICA E FUMETTO -
Tre protagonisti del panorama culturale italiano raccontano le affinità elettive tra letteratura, cinema, musica e fumetto dal 6 aprile al 4 maggio
( Ingresso libero - a partire dalle ore 20 - e fino ad esaurimento posti - CineTeatro Bellarmino Taranto
.
Lunedì 6 aprile, NICCOLÒ AMMANITI
Lunedì 20 aprile,  MARCO MANCASSOLA
Lunedì 4 maggio, GIPI

 
Taranto non dorme IV Edizione
Torna per il quarto anno consecutivo Taranto Non Dorme, rassegna di teatro d’autore contemporaneo, promossa dall’ Associazione Punto A Capo e dedicata alla memoria del giovane artista tarantino tragicamente scomparso Daniele Serra. Perché è con il suo spettacolo, Nato a Taranto, che Taranto Non Dorme ha cominciato il suo cammino nel 2006, e perché è nella comune idea di teatro come strumento per indagare e riflettere sul territorio, il tempo e lo spazio che la rassegna vuole andare avanti.
Quattro spettacoli animeranno il palcoscenico del Cinema Teatro Bellarmino, sempre di lunedì alle ore 21, dal 16 febbraio al 16 marzo.
Info
Narratori d'oggi
Sabato 23 agosto, dalle 21:00 al Sun Bay di Taranto (Via Lido Bruno 82, San Vito) ritorna la quarta edizione di Narratori di Oggi, tradizionale appuntamento estivo promosso dall’Associazione Punto A Capo. Ospiti quest’anno Carlo D’Amicis, autore del romanzo “La guerra dei cafoni” (Minimum Fax, 2008) e Cosimo Argentina, autore del romanzo “Maschio adulto solitario” (Manni, 2008).

Nel corso della serata sarà presentata una fotonarrazione di Paola Padula.
Grafite
Grafite
contenitore radiofonico di musica e
letteratura a cura di Punto A Capo. Potete ascoltarci il sabato dalle 15.40 alle 17.00 sintonizzandovi sulle frequenze di Radio Popolare Salento.
Per organizzare interventi
e contributi scrivere a info@puntoacapo.biz.
 
Qui puoi
 Ascoltare la puntata
Taranto non dorme III Edizione
Al via la III edizione della rassegna teatrale Taranto non dorme. Nata per iniziativa di Punto A Capo, quest’anno vedrà anche la collaborazione dell’associazione culturale Nemesi.
Il nome della rassegna è stato scelto per ricordare che, nonostante la crisi in cui versa il nostro territorio, esiste una Taranto giovane, vivace, attenta alla realtà in cui vive, ed allo stesso tempo consapevole che quella realtà, nei suoi aspetti problematici e difficili, possa essere cambiata attraverso il senso di responsabilità e l’impegno di ciascuno.
Presentazione

Info

 
Cantiere Maggese
Approvato dalla regione il progetto "Cantiere Maggese" presentanto in occasione del programma regionale “Bollenti Spiriti”,  programma dedicato alle politiche giovanili ed orientato alla riqualificazione di aree urbane.Si tratta di un intervento unico e coordinato di riqualificazione in Città vecchia delle due sedi dell’ex convento di S.Gaetano e di uno stabile ubicato in via Cava 90 con l'obiettivo di dare spazio all’aggregazione e alla creatività giovanile, garantire promozione culturale nella città e nel quartiere, coinvolgere scuole, famiglie e ragazzi.
Leggi l'articolo
NTO (Terza Edizione)
Narratori Tarantini di oggi è una vetrina di letteratura che invita ogni anno alcuni dei migliori autori tarantini a presentare la propria produzione e a confrontarsi sulla relazione tra la scrittura e il territorio in cui vivono e/o sono nati.
Il fatto che alcuni dei “nostri” migliori scrittori si incontrino, discutano, si guardino negli occhi, si rivolgano allo stesso pubblico rappresenta - oltre che l'opportunità di assistere ad uno spettacolo di qualità - un'importante occasione di consapevolezza collettiva.
Wake Up Taranto - PRE.CURSORI
Il prossimo 12 maggio - nell'ambito della rassegna delle culture giovanili  "Pre.Cursori" organizzato dall'associazione   :alternativa.mente:,
 Punto A Capo presenta "Wake up Taranto",
- Fumetto & Rock: lezione / esibizione / esposizione di Enzo Rizzi e del suo Heavy Bones
- Reading dibattito della comunità / laboratorio  Officine Meridiane: il presente e il futuro della nostra città nella voce di alcuni autori tarantini .
guarda il fotoracconto

Info - Calendario
 
Corso Base di Fumetto (II Edizione)

Dall’anatomia al movimento.
Dal 27 Aprile al 01 Giugno 2007, a Taranto, dieci incontri per un totale di 20 ore, il martedì e il venerdì dalle 19 alle 21. Docente: Enzo Rizzi, disegnatore di Heavy Bones e collaboratore della rivista Rockhard. I migliori lavori prodotti troveranno spazio sul periodico “Nuvolette” (Lilliput edizioni, www.lilliputeditrice.it) Info
Taranto non dorme 2007
Tutto pronto per la seconda Edizione di "Taranto Non Dorme" piccola rassegna di teatro della Narrazione. Cinque gli spettacoli in programma quest'anno,  Lunedì 05 Febbraio.”La tana della iena”- Compagnia Narramondo(Firenze) - Lunedì 19 Febbraio,”In mezzo al mare”-Ambra Jovinelli(Roma) - Lunedì 05 Marzo,”Di Figlio padre, di Figlia Madre" Alessandro Langiu (Taranto) - Lunedì 19 Marzo,”La vita non basta”-Ambra Jovinelli(Roma) - Lunedì 02 Aprile,”Patate”-Compagnia Dionisi(Milano). Per informazioni abbonamenti e spettacoli visita la pagina della rassegna
Radiodramma (II Edizione)


A Taranto (il 18,19,25 e 26 novembre 2006) Punto A Capo e Primavera Radio
Popolare Network organizzano la seconda edizione del "LABORATORIO DI
RADIO-TEATRO, dalla drammatizzazione alla registrazione delle
interpretazioni". Quattro incontri per un totale di 26 ore in cui si
lavorerà a tutte le fasi necessarie alla produzione di un vero e proprio
"dramma" radiofonico. Per questo il progetto parte dalla nozioni di base
della scrittura di un copione e di una drammaturgia e arriva sino alla
creazione dell'ambiente sonoro e alla registrazione delle voci dei
personaggi. Docente: dalla Patagonia, l'argentino HECTOR EDUARDO LEDO. Info
U-LIVE FESTIVAL
Taranto
29 Luglio 2006

Masseria Vaccarella  Quartiere Paolo VI
Line – up:
Baustelle - DiscoDrive - Anonima - Fragment - Superpartner
www.u-live.it
Posto Unico: 10 Euro.
Prevendite Taranto: Fuori Tempo Dischi, via Pupino 19/b; Libreria Gilgamesh, via Oberdan 45/a; Musica è, via C.Battisti 23/c.
Altre Province: Circuito Ticket One.
Servizio alla mensa di San Pio X
Continua il nostro servizio presso la mensa dei poveri di San Pio X.


 

\\ Home : Storico : Ambiente (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 03/11/2009 h: 09:40:57, in Ambiente, linkato 227 volte)

Nell’ambito del convegno IMPRESE, DIRITTI UMANI E AMBIENTE
La responsabilità delle imprese per l'impatto delle loro attività in India, Nigeria e Italia
Organizzato da Amnesty International - Sezione Italia, Università Roma Tre e Greenpeace
IN OCCASIONE DEL 25° ANNIVERSARIO DI BHOPAL
“IL CASO TARANTO”
Interviene: Ing. Biagio De Marzo portavoce Nodo di Taranto di PeaceLink
Giovedì 5 novembre, ore 17 Aula Magna della Facoltà di Economia ‘Federico Caffè’ Università degli Studi Roma Tre - via Silvio D'Amico 77, Roma
Il Caso Taranto arriva nelle aule dell’Università Roma Tre.
L’occasione è il convegno Imprese, Diritti Umani e Ambiente.
La responsabilità delle imprese per l'impatto delle loro attività in India, Nigeria e Italia, organizzato dall’Università Roma Tre con Amnesty International-Sezione Italia e Greenpeace in occasione del 25° anniversario dalla tragedia indiana di Bhopal, e nell’ambito della tappa romana del Bhopal Europe Bus Tour.
L’Ing. Biagio De Marzo, portavoce del Nodo di Taranto di PeaceLink illustrerà con dati e immagini il disastro ambientale tarantino.
Parlerà della legge antidiossina e dei suoi sviluppi, e delle azioni che la società civile di Taranto sta portando avanti per rivendicare il proprio diritto alla vita e alla salute.
Bhopal - Un po’ di Storia:
Il 2 dicembre 1984, qualche minuto prima della mezzanotte, 54 mila tonnellate di isocianato di metile (Mic), un agente chimico utilizzato nella produzione di pesticidi, e oltre 12 mila chili di reagenti chimici fuoriuscirono dallo stabilimento di pesticidi della Union Carbide (oggi Dow Chemical Company) di Bhopal, in India. Circa mezzo milione di persone fu esposto ai gas tossici.
Nel giro di pochi giorni ci furono tra le 7.000 e le 10.000 vittime e altre 15.000 persone morirono nei 20 anni successivi.
La maggior parte viveva in condizioni di povertà negli insediamenti abitativi precari che circondavano la fabbrica. Quattro anni dopo il disastro la Union Carbide e il governo dell'India raggiunsero un accordo extragiudiziale di risarcimento per 470 milioni di dollari.
La Corte suprema indiana confermò la negoziazione tra le due parti nonostante le vittime, i movimenti della società civile e altri soggetti ne avessero denunciato l'inadeguatezza. Nell'agosto 2008, il governo indiano si è impegnato ad affrontare alcune delle richieste della gente di Bhopal. Una delle sue principali promesse era di istituire una Commissione con pieni poteri sul disastro di Bhopal con autorità e risorse adeguate per guidare e coordinare l'azione di governo.
Secondo il governo, il processo di costituzione della Commissione è stato ritardato a causa delle elezioni politiche del 2009. Il diritto internazionale obbliga tutti gli stati a garantire che le aziende non indeboliscano o violino i diritti umani.
Quando le attività imprenditoriali danneggiano i diritti umani, il governo deve indagare e garantire che esistano e vengano applicate sanzioni appropriate e provvedimenti per l'accertamento delle responsabilità. Deve anche assicurare l'accesso a rimedi efficaci per le vittime. Sotto ogni punto di vista, il governo dell'India non ha rispettato e tutelato i diritti umani della gente di Bhopal.
Programma:
Introduce e modera Carlo Alberto Pratesi, Ordinario di economia e gestione delle imprese, Università Roma Tre
Intervengono: Salvatore Monni, Ricercatore e docente di Economia dello sviluppo, Università Roma Tre
Raffaele Guariniello, Coordinatore Gruppo sicurezza sul lavoro e tutela della salute presso la Procura di Torino
Giorgio Fornoni, Giornalista, autore di inchieste su ambiente e diritti umani per ‘Report’ (Rai 3)
Sathyu Sarangi, Amministratore della Sambhavna Clinic di Bhopal, India
Biagio De Marzo, portavoce Nodo di Taranto di PeaceLink
Alessandro Giannì, Direttore dell’Ufficio Campagne di Greenpeace
Riccardo Noury, Portavoce della Sezione Italia di Amnesty International
Per informazioni: www.uniroma3.it (sezione news)

 
Di Admin (del 09/07/2009 h: 12:16:30, in Ambiente, linkato 229 volte)

SAB 25 LUG
APERTURA LABORATORIO
A CURA DELL’ASSOCIAZIONE LUA
ORE 18
(C/O ATRIO DEL PALAZZO DUCALE DI SAN CASSIANO)
ASSESSORE ASSETTO TERRITORIO REGIONE PUGLIA
PROF. ANGELA BARBANENTE
PIANO PAESAGGISTICO REGIONE PUGLIA
PROF. ALBERTO MAGNAGHI
PROVINCIA DI LECCE
DOTT. SILVANO MACCULI
COMMISSARIO APT LECCE
DOTT.SSA STEFANIA MANDURINO
SINDACO DI S.CASSIANO CAPOFILA DEL PROGETTO
DOTT. GABRIELE PETRACCA
PRESENTAZIONE LAVORI E GIOCO COLLETTIVO DI AVVIO DEI LABORATORI


DOM 26 LUG
MATTINA
BOTRUGNO
ORE 8-11 A PARTIRE DALLA PIAZZA:
PASSEGGIATA NEI PADULI CON GLI ABITANTI E IL SINDACO MAURO LEUCCI
LABORATORIO
NEL CORSO DELLA GIORNATA LAVORI DEI GRUPPI
SERATA
NOCIGLIA
ALLA PRESENZA DEL SINDACO GIUSEPPE FRACASSO
(DALLE 19 ALLE 21 – IN PIAZZA):
PIANO PAESAGGISTICO REGIONE PUGLIA
ARCH. MARIAVALERIA MININNI
DIRIGENTE SERVIZIO URBANISTICA REGIONE PUGLIA
ING. NICOLA GIORDANO
ARCHITETTI DEL PAESAGGIO (OLANDA)
MTD LANDSCHAPSARCHITECTEN

LUN 27 LUG 
MATTINA
SURANO
ORE 8-11 A PARTIRE DALLA PIAZZA:
PASSEGGIATA NEI PADULI CON GLI ABITANTI E IL SINDACO SALVATORE PUCE
LABORATORIO
NEL CORSO DELLA GIORNATA LAVORI DEI GRUPPI
SERATA
MONTESANO
ALLA PRESENZA DEL SINDACO EUSEBIO FERRARO
(DALLE 19 ALLE 21 – IN PIAZZA):
AGRONOMO PARCO DEGLI ULIVI SECOLARI DI TORRE GUACETO
DOTT. GIANFRANCO CIOLA
ESPERTA IN AGRICOLTURA PERIURBANA
ARCH. GISA RUBINO
PIANO PAESAGGISTICO
ARCH. ANNA MIGLIACCIO

 
MAR 28 LUG
MATTINA
SUPERSANO
ORE 8-11 A PARTIRE DALLA PIAZZA:
PASSEGGIATA NEI PADULI CON GLI ABITANTI E IL SINDACO ROBERTO DE VITIS
LABORATORIO
NEL CORSO DELLA GIORNATA LAVORI DEI GRUPPI
SERATA
CUTROFIANO
ALLA PRESENZA DEL SINDACO ALDO TARANTINO
(DALLE 19 ALLE 21 – IN PIAZZA):
UNIVERSITÀ DEL SALENTO-ARCHEOLOGIA MEDIOEVALE
PROF. PAUL ARTHUR
DIRETTRICE MUSEO DEL PAESAGGIO CASTELNUOVO (SI)
DOTT.SSA SANDRA BECUCCI
MOBILITÀ SOSTENIBILE - REGIONE PUGLIA
ING. RAFFAELE SFORZA

 
MER 29 LUG
LABORATORIO
GIORNATA DEDICATA AI LAVORI DEI GRUPPI
GIO 30 LUG
LABORATORIO
GIORNATA DEDICATA AI LAVORI DEI GRUPPI
SERATA
SAN CASSIANO
(DALLE 21 - A PARTIRE DALLA PIAZZA):
CICLO PIC-NIC NEI PADULI – ESCURSIONE NOTTURNA CON LA BICICLETTA

 
VEN 31 LUG
LABORATORIO
GIORNATA DEDICATA AI LAVORI DEI GRUPPI

 
SAB 1 AGO
LABORATORIO
GIORNATA DEDICATA AI LAVORI DEI GRUPPI E ORGANIZZAZIONE E
ALLESTIMENTO EVENTO SERALE
SERATA
SAN CASSIANO
FESTA EVENTO SERALE CON ALLESTIMENTO E PRESENTAZIONE DEI LAVORI DEI
GRUPPI A PARTIRE DALLE ORE 21 IN UNA DELLE STRADE DEL PAESE

Cosa sono i “Paduli”

 L’area rurale dei Paduli è connotata da un paesaggio dominato prevalentemente da estesi e maestosi uliveti. E’ una terra di pianura compresa tra i centri urbani di Botrugno, Cutrofiano, Maglie, Miggiano, Montesano Salentino, Nociglia, Ruffano, San Cassiano, Scorrano, Supersano, Surano in Provincia di Lecce, e ricopre un’area storicamente (fino alla fine del 1800) occupata da una fitta foresta di querce, appartenenti all’antico bosco di Belvedere, la cui esistenza è oggi testimoniata dalla presenza di pochi esemplari sfuggiti alla distruzione, che si ergono in prossimità della fitta trama viaria. L'area dei Paduli ricade nell'ambito meridionale del Salento, in un ambiente il cui sistema insediativo è costituito da pochi centri urbani allineati lungo l’area subcollinare centrale delle Serre, da insediamenti rurali (masserie) radi e da ampie zone agricole miste sostitutive delle antiche aree forestali ora inesistenti. L’ampia distesa di ulivi è costeggiata ad ovest dalle citate Serre, sulla cui ossatura fisica si inseriscono una serie di elementi naturali (pinete) e antropici (masserie) che ne distinguono e ne valorizzano la percezione. Queste rappresentano il punto panoramico più significativo per la contemplazione dei Paduli. Ad est scorre il tracciato della ss n. 275 che costituisce di fatto l’interruzione dell’ampia area olivetata sostituendola con i numerosi centri che vi si affacciano o che sono da essa attraversati. A nord sembra che l’asse viario costituito dalla SP che collega Maglie a Collepasso rappresenti un segno di passaggio tra i Paduli e le aree rurali settentrionali molto più urbanizzate. Nell’area settentrionale dei Paduli, tuttavia, appaiono significativi lembi di ruralità tipica dei Paduli di alcune zone limitrofe al centro urbano di Cutrofiano. A sud il piccolo borgo di Torre Paduli e le aree rurali di Miggiano tagliate dalla strada di collegamento con Taurisano, suggeriscono un possibile confine meridionale di tale area. L’ulivo può essere considerato l’elemento unificante il paesaggio dei Paduli, una coltura la cui consistenza non dipende solo da motivazioni agronomiche ed economiche, ma anche da motivazioni che attengono alla sfera dei valori e delle tradizioni locali. Tale area può essere annoverata tra quegli ambiti agricoli integri di rilevante entità, intendendoli come quelli in cui non sono presenti elementi estranei all’attività agricola. Qui, come altrove nel Salento, i caratteri litologici del territorio hanno condizionato la presenza e la permanenza dell’ulivo. Ad uno sguardo generale, infatti, gli uliveti si estendono su suoli calcarenitici. I Paduli rappresentano un’area in progressiva marginalizzazione anche a seguito degli ispessimenti degli assi Nardò-Leuca e Maglie-Leuca che la lambiscono e della forte attrattività esercitata dai centri urbani e dalle zone costiere. Risulta essere poco antropizzata rispetto al contesto provinciale, per certi versi quasi “dimenticata” dalle grandi urbanizzazioni, e la cui caratteristica è quella di non essere uno spazio pubblico, ma un’area suddivisa in una miriade di piccole/grandi aree di proprietà privata, forse anche poco appetibile poiché lontana dai tradizionali luoghi del turismo costiero e dai centri di maggior frequentazione e/o produzione. Dalla scomparsa del bosco di Belvedere alla sua sostituzione con colture prevalentemente arboree, questa non ha mai attirato l’attenzione in termini di diffusione urbana, anche perché soggetta ad allagamenti e poco adatta all’edificazione, rimanendo una sacca rurale tale da assumere precisi connotati paesaggistico-ambientali poco sottoposti a pressioni da parte delle attività antropiche. Dell’antico bosco di Belvedere rimangono alcuni lembi di naturalità visibili ad occhio nudo perché emergenti rispetto alla distesa degli uliveti e talvolta si rilevano anche alcuni boschi distribuiti episodicamente nell’area, uno dei quali, in prossimità dell’abitato di Scorrano, risulta essere un SIC. L’attività agricola, che ha interessato l’area negli ultimi due secoli a seguito del disboscamento sopra ricordato, ha giocato un ruolo importante nella conservazione del paesaggio e della biodiversità. Gli agricoltori, realizzando particolari tipi di intervento come, ad esempio, i muretti a secco per delimitare le proprietà agricole, le “pagghiare” per il ricovero degli attrezzi agricoli, i canali per l’irrigazione, le masserie per la conduzione dei fondi, la manutenzione accurata degli uliveti, ecc., hanno svolto anche una funzione di presidio del territorio e, quindi, di prevenzione del degrado del suolo oltre che un’attività di costruzione e mantenimento della valenza esteticopaesaggistico- percettiva dell’area. Al contempo, simili interventi hanno dato continuità alla cultura delle popolazioni locali, rinnovandone le tradizioni, analogamente a quanto avviene con la produzione di prodotti tipici e tradizionali, che hanno significative connotazioni territoriali, sia perché legate al bagaglio culturale delle popolazioni ivi residenti, che per il livello qualitativo relativamente più elevato delle materie prime prodotte in aree destinate. La permanenza di abitanti produttori all’interno dell’area ha storicamente mantenuto un legame attivo e quotidiano con il territorio e i suoi edifici, divenendo essi stessi un presidio duraturo e permanente volto alla conservazione e alla valorizzazione del paesaggio. Nell'area dei Paduli il rapporto città-campagna, tra i centri urbani di corona e le zone agricole, non appare caratterizzato da una netta alterazione poiché i piccoli centri hanno in generale mantenuto il loro legame diretto o leggermente filtrato (con alcune differenziazioni tra caso e caso) con i Paduli . Da una parte, infatti, si rileva che i centri hanno avuto, nel corso del tempo, espansioni orientate verso direzioni opposte rispetto all’area in oggetto, dall’altra sono leggibili alcune tipologie di rapporti con l’area rurale che, comunque, non riserva cesure e conflitti. Gli 11 centri abitati che gravitano intorno ai Paduli hanno nel complesso conservato un rapporto lineare con le aree rurali, alcuni hanno i propri centri storici direttamente esposti e colloquianti con le aree agricole, altri hanno limitato la localizzazione delle città moderne consolidate a stretto confine con la campagna, altri ancora hanno articolato il loro rapporto con la campagna più profonda mediante aree a destinazione mista, in cui convivono frammenti di ruralità con ampie distese di ulivi insieme ad attività produttive e/o residenziali, come accade in particolare nei comuni di Cutrofiano, Maglie e Scorrano. In tali zone coesistono cave attive e/o in parte rinaturalizzate, edificato residenziale, insieme a masserie, muretti a secco, uliveti anche secolari, e tali componenti produttive e/o residenziali, pur avendo in parte eroso parti di campagna, hanno assunto caratteri di integrazione e rinaturalizzazione tali da rappresentare elementi significativi del paesaggio rurale dei Paduli. A sud colpisce l’area artigianale di Ruffano estesa nel suo areale anche se dai Paduli è divisa da un tracciato viario di piccole dimensioni lungo il quale si attestano diverse residenze affacciate sull’immensa distesa di ulivi. Il piccolo borgo di Torre Paduli mantiene, al contrario, un dialogo diretto con gli stessi con i suoi confini netti. I centri dei Paduli appaiono essere più simili a “borghi rurali” immersi nella campagna coltivata piuttosto che centri dal forte carattere urbano, ad eccezione di Maglie che appare più legata ad un modello in cui lo “sfondo rurale è in rapida trasformazione e affiancato dalla diffusione di piccole e medie imprese non legate alle attività agricole o solo in parte”. Ciò che sembra caratterizzare i centri urbani di corona (ma è una caratteristica molto diffusa nel Salento) è “il rapporto diretto tra edificio e strada e l’assenza di spazi aperti comuni” che determinano “un contatto tra spazio pubblico e privato privo di mediazioni”. Strade in genere di piccole dimensioni, passaggio diretto tra i margini della città e la campagna, che sembra rappresentare il vero spazio collettivo che soppesa la evidente assenza di grandi spazi comuni all’interno delle città. La cura dei Paduli perpetuata negli anni dagli abitanti di questi centri conservati e naturalmente difesi dall’espansione e dalla diffusione dell’edificato sparso, sembra raccontare una pratica di vita incentrata sulla città che garantisce i servizi essenziali e su una campagna che rappresenta il “giardino”, l’”orto”, il godimento collettivo sia pure frammentato in una miriade di piccole proprietà private. Dall’esame delle caratteristiche dei centri urbani che circondano i Paduli si legge la compattezza del loro edificato nella parte che si affaccia sui Paduli: è l’immagine di una realtà nella quale immediatamente fuori dai centri c’è la campagna, l’uliveto e/o il seminativo, “territorio altro e diverso”. Ad est dell'area dei Paduli, la presenza della SS n. 275 ha creato una forte cesura tra alcuni di tali centri e la campagna, divenendo tale asse viario un luogo di localizzazione di nuovi insediamenti produttivi in considerazione dell'agevole accessibilità. Lungo il tracciato viario “si organizza un doppio affaccio di edifici produttivi, alcuni molto recenti, separati gli uni dagli altri da aree ancora agricole” che appaiono destinate ad essere via via sostituite anche da edifici espositivi, connotando quindi la SS 275 come “strada mercato” il cui tracciato peraltro sarà a breve raddoppiato in alcune sue parti, rafforzando tale funzione. Ciò, tuttavia, ha “fermato” la potenziale espansione di tali centri collocandola lungo una via infrastrutturale che di fatto non interagisce con l’area dei Paduli, ma sembra rappresentare quasi un fattore di resistenza di fronte all’espansione della città diffusa e ai processi di dispersione urbana. In considerazione della funzione che la SS 275 ha assunto, è possibile, conseguentemente, pensare che non sia questo l’asse di confine ad est dell’area da destinare a parco agricolo multifunzionale, ma che tale confine sia spostato lungo l’asse della Via Vecchia Lecce, segno storico tangibile delle frequentazioni dell'area anche perchè connotata dalla presenza di numerose masserie e specchie, oltre che testimonianza di percorso privilegiato per i pellegrini. A dispetto dei numerosi tracciati viari, percorsi, sentieri che percorrono l'area dei Paduli in senso trasversale, non se ne rilevano altrettanti attraversamenti in senso longitudinale se si fa eccezione per la sopra citata Via Vecchia Lecce, che può essere considerata un margine piuttosto che un attraversamento vero e proprio. Ad ovest l'area è lambita e marginalmente attraversata dall'altra strada di collegamento longitudinale tra Cutrofiano e Ruffano (SS. 476), anche questa caratterizzata, laddove non attraversa i centri urbani, dalla presenza di masserie e siti di importanza archeologica in corso di studio da parte di esperti del settore. Ciò che non si riesce a percepire nel rapporto città-campagna nei Paduli, è la presenza di ciò che è definito “la campagna del ristretto”, cioè quella fascia di territorio agricolo presente, in generale, intorno alle città e che inviluppa le sue fasce periferiche, presente altrove e probabilmente anche nelle zone di espansione dei centri in questione ma non afferenti i Paduli. I centri di corona, sono piccoli centri urbani le cui espansioni hanno carattere dimensionale limitato rispetto ad altre realtà cittadine e comunque orientate in senso opposto rispetto alle zone agricole interessate dai Paduli. Nel corso degli anni si è assistito a scelte pianificatorie, consapevoli e/o inconsapevoli, di rispetto e tutela della realtà rurale che li circonda il che non ha comportato la formazione di “frange urbane” irregolari ma la forte prossimità di spazi urbani con spazi agricoli nella maggior parte dei casi. Di fatto è ancora possibile riconoscere l’antico confine tra città e campagna, dove iniziano i poderi, le alberature, le strade campestri, le masserie, il reticolo di strade rurale, con un cambio netto e chiaro del paesaggio. Tali caratteristiche sono annoverabili alla storica utilizzazione dei Paduli che da area boschiva destinata fondamentalmente alla caccia e al pascolo oltre ai frutti delle essenze arboree che la caratterizzavano (significativa la localizzazione dei “casini” delle famiglie nobiliari – si veda Casino della Verna nelle campagne di Torre Paduli) è passata ad essere area agricola con l’impianto di ulivi e l’insediamento di alcune masserie fondamentalmente localizzate ai margini (tranne alcuni visibili casi) dell’area. Non si è assistito nel corso del tempo a fenomeni di intensa edificazione, anche per la presenza di numerosi fenomeni di allagamento e impaludamento. Tali fenomeni hanno accompagnato la vita delle popolazioni locali e sono state documentate da numerosi viaggiatori testimoni fin dal XVII secolo. Tuttora in presenza di forti piogge, si assiste in numerose aree dei Paduli all’allagamento delle campagne, anche se la presenza di numerose canalizzazioni concorre allo smaltimento delle stesse. Qui e lì, tuttavia, si assiste alla permanenza delle acque in corrispondenza di piccole depressioni alimentate da falde superficiali (per esempio in località “Bosco Belvedere” nel territorio comunale di Supersano). L’intenso sfruttamento agricolo ha incrementato l’infrastrutturazione viaria per consentire l’accesso ai fondi. Rimangono alcune vie storiche con particolare riferimento alla attuale S.P. che collega Scorrano a Collepasso e che storicamente rappresentava il collegamento principale tra Gallipoli e Otranto come è leggibile dalla cartografia storica. Altro asse storico, come sopra ricordato, che corre in senso longitudinale rispetto all'area, lambendola, utilizzato fino alla costruzione della SS 275, è la cosiddetta Via Vecchia di Lecce che corre parallela alla medesima SS. L’articolata infrastrutturazione viaria dei Paduli è costituita da percorsi prevalentemente stretti, alcuni asfaltati altri ancora sterrati. In linea teorica tale reticolo consentirebbe un’accessibilità agevole, ma contestualmente labirintica e conosciuta solo da chi quotidianamente ha frequentato e frequenta tali zone. A completare il quadro della complessità dei Paduli occorre ricordare che vi sono presenti componenti geomorfologiche quali le vore e le doline, manufatti storici come le masserie e i casini di caccia, ritrovamenti di siti risalenti ad epoche preistoriche, bizantine, medievali oltre ad una grande diffusione dei tipici muretti a secco e “pagghiari”. Si segnala che questi ultimi manufatti storici e architettonici appaiono principalmente presenti nelle aree esterne al vero cuore dell'area, segno questo della storica inaccessibilità dell'area dovuta a fenomeni di impaludamento, di insalubrità nonché dello stesso antico Bosco di Belvedere. L’elemento unificante di tali “episodi di antropizzazione” è costituito dagli uliveti che si estendo quasi senza soluzione di continuità. Lo sfruttamento agricolo dei terreni ha comportato anche la realizzazione di numerosi canali artificiali destinati all’irrigazione e che attualmente, anche a causa di iniziali fenomeni di abbandono, stanno assumendo l’immagine di opere irrigue a forte connotazione naturale con una vegetazione palustre spontanea che ne disegna i margini. Dalle fonti storiche emerge comunque che in questa area vi fossero reticoli fluviali naturali scavati dall’acqua piovana che convergeva nelle vore o fessure del terreno. A fronte di tale rete idrografica superficiale, i Paduli sono caratterizzati da un ampio e significativo acquifero sotterraneo. L’area, quindi, non è caratterizzata da specifiche emergenze paesaggistiche e ambientali, è densamente infrastrutturata nei suoi legami con l’attività agricola, connotata da un tessuto minuto di strade che si accompagna al naturale rallentamento della velocità di percorrenza se la si misura rispetto agli assi longitudinali che lo lambiscono e a quelli trasversali tipo la Miggiano-Taurisano a sud e la Maglie-Collepasso a nord. E' quindi dotata in ogni sua parte di un paesaggio di qualità denso e minuto che tiene insieme i caratteri ambientali diffusi con lo svolgimento di numerose attività e pratiche sociali. Il rallentamento della velocità consente un grado di percezione di tali beni diffusi oltre che un attraversamento ed un uso più articolati che diviene luogo destinato a pratiche differenti. Tali “diffusioni” consentono di affermare che i Paduli rappresentano un luogo in cui le piccolissime imprese e le famiglie sono state e sono tuttora protagoniste della costruzione di paesaggi e di economie minute consolidate anche se ultimamente in declino. Oggi l'uso di questo territorio è connotato prevalentemente da pratiche collettive e individuali afferenti il tempo libero e l'agricoltura, ma che non sono in grado di sostenere le potenzialità di sviluppo di un’area che continua ad avere l’immagine di una campagna in lento abbandono. I Paduli contano una superficie di circa 5.500 ettari quasi totalmente destinati a oliveti, attraversata da una fitta rete di sentieri, canali, vore, micro/macro-architetture anche di rilevanza storica, che grazie alla cura degli ormai pochi abitanti e di alcune aziende agricole, costituisce una sorprendente risorsa paesaggistica, un'oasi di biodiversità, che negli anni ha subito un lento abbandono da parte, soprattutto, delle generazioni più giovani delle comunità. Questo luogo, con segni di antropizzazione poco invasivi, sembra presentare alcune specifiche connotazioni e/o problematiche: · l’intera area si presenta come un luogo “isolato”, difficilmente accessibile dai vicini contesti abitati: in particolare, il lungo tracciato della SS 275, con una sezione di 30 metri circa (è in corso un progetto di raddoppio del tracciato), rappresenta ad est un ostacolo all’attraversamento e al suo raggiungimento; · molti oliveti si trovano in un forte stato di abbandono; · una cultura della produzione agricola frazionata e ancora assoggettata a pratiche convenzionali a dimensione prevalentemente familiare, che rivela una incapacità di rispondere a una domanda di mercato sempre più competitiva; · assenza totale, nella loro estensione, di punti di riferimento “fisici”, aspetto che rende i Paduli un’area labirintica, introversa, impedita nello svelare le sue risorse; · fruibilità limitata a sporadiche attività agricole e isolate iniziative sportive; · presenza di aree intercluse a quelle agricole, in forte stato di abbandono; · permanenze storiche (di tipo naturalistico, geologico, architettonico, viario) non identificate, tutelate e valorizzate; · rischio di progressivo abbandono a seguito degli alti costi di manutenzione soprattutto degli ulivi a fronte di una loro bassa produttività; · riduzione della manodopera dedicata alle attività agricole.

 
Di Admin (del 26/06/2009 h: 14:19:56, in Ambiente, linkato 113 volte)

Come si può spiegare ciò che non c’è?
Come si può far capire ai lettori il senso di smarrimento di chi lavora in ILVA nell’epoca della cassa integrazione che coinvolge il 70% della forza lavoro?  Credo sia impossibile, anche usando al meglio il mio mestiere delle parole. Più volte, da queste pagine, ho detto che l’ILVA, per chi ci lavora dentro, è una entità complessa, articolata, indefinibile. Una volta arrivai al paradosso di scrivere che ‘L’ILVA non esiste ’ perché, in realtà, non esiste per come viene comunemente, e con una certa superficialità, percepita.
Ma da allora sembra sia passato un secolo, invece sono soltanto trascorsi una manciata di mesi.
Ed è successo di tutto.
Primo dicembre 2008: la cassa integrazione riguardò 2.146 lavoratori.
43 giorni dopo, 12 gennaio 2009, i coinvolti nei giri di ‘cassa’ salgono a 3.544
Al 2 marzo si raggiungono i 5.146 cassaintegrati
Dal primo giugno saranno 6.700

Come faccio, a parole, a trasmettere ai lettori che effetto straniante si avverte a camminare nelle campate vuote? Per noi che lavoriamo in ILVA i rumori, i fumi, le scintille, i mezzi pesanti, le gru, i carri ponte, le montagne di minerale, i coils d’acciaio, i tubi, e tutto il resto sono ‘normali’. Ma la cosa più normale di tutte è il continuo incontro/scontro tra colleghi, con le mille inflessioni di dialetti diversi, con le mille e mille storie di una fabbrica quasi completamente al maschile. Dove saranno oggi Martino di Alberobello, e Antonio di Casarano, e Giampiero di Francavilla Fontana, e Stefano di Laterza, e tutti gli altri? Non ho mica voglia di scrivere una Spoon River tarantina…
La cassa integrazione ha sottratto ai lavoratori dell’ILVA, oltre ai soldi, il senso di comunità.

Altra cosa dura da ingoiare è un paradosso: sui giornali pugliesi del primo maggio, festa dei lavoratori, venne pubblicata in prima pagina, condita di pere-ppe-ppè, la notizia del successo di Marchionne per l’accordo FIAT – Chrysler e, nelle pagine regionali interne, l’ufficializzazione della cassa integrazione per l’ILVA al 70% della forza lavoro. Silviuccio di Brianza spese, in quel di Napoli, il suo sorriso a premio del manager di Chieti in cachemire blu, maledizione se disse una parola su 6.700 lavoratori che fibrillano in cassa integrazione fuoriuscendo da una azienda il cui proprietario intervenne, in solido, nell’affaire CAI-Alitalia.
Core  ‘ngrato!
Addirittura i massimi livelli dirigenziali dell’ILVA si sono affacciati dai mezzi di comunicazione per dire: ‘guardate che il guaio è serio ’. C’è voluta una intervista di Emilio Riva al Sole 24 Ore per sentire l’unica cosa che ha creato un minimo di fiducia ai lavoratori dell’ILVA; pur non dicendolo a chiare lettere, Emilio Riva ha lasciato intendere che l’acciaio non abbandonerà Taranto e che lo stabilimento ILVA è strategico negli interessi del gruppo Riva.
In questo momento gli unici lavori che si fanno sulla Via Appia sono quelli per adeguare gli impianti (fermi) alle recenti norme riguardanti le criticità ambientali.
Che gli impianti siano fermi hanno contezza soprattutto gli abitanti dei quartieri di Taranto confinanti con l’ILVA: erano anni che non respiravano aria così pulita.
Resta solo da augurarsi che da questa crisi si esca tutti al meglio e in fretta, con un ambiente definitivamente più pulito, con condizioni lavorative definitivamente consolidate e con un migliorato rapporto tra i massimi rappresentanti dell’ILVA e la comunità jonica.
E poi perché vorrei cancellare una scritta che ho letto su un armadietto e credo che sia ancora lì: L’ILVA E’ UN BEL POSTO PER VIVERCI, SE SEI UNA BRAMMA.

(Articolo tratto da www.booksbrothers.it )

 
Di Admin (del 22/05/2009 h: 15:12:38, in Ambiente, linkato 104 volte)

Allariscossa – Giochi di assalto ambientale

6-7 giugno 2009

Riscoprire le città e l'ambiente urbano. E' questo l'obiettivo di “Allariscossa – Giochi di assalto ambientale”, il gioco a squadre ideato da FAI ed esterni, e realizzato in collaborazione con Telecom Italia, la cui prima tappa si svolge il 6 e 7 giugno a Milano.
Centinaia di giocatori saranno chiamati a risolvere enigmi, quiz e prove fotografiche, interagendo con la città e i suoi protagonisti.

Dal 1° maggio aperte le iscrizioni su www.allariscossa.it
Giovani, famiglie, studenti, turisti e cittadini di tutta Italia. Sono loro i protagonisti di “Allariscossa – Giochi di assalto ambientale”, il gioco a squadre ideato da FAI ed esterni, e realizzato in collaborazione con Telecom Italia, che ha come obiettivo la riscoperta del patrimonio artistico e culturale cittadino.
Prima tappa del gioco è a Milano, il 6 e 7 giugno, quando le squadre saranno chiamate a risolvere quiz ed enigmi interagendo con la città e i suoi protagonisti. Milano possiede un patrimonio storico e culturale spesso sconosciuto, soprattutto alle giovani generazioni.
Il gioco offrirà dunque un'occasione per conoscerla divertendosi, alla scoperta dei monumenti più rappresentativi e dei luoghi dimenticati, delle tradizioni più nascoste e delle storie quotidiane dei cittadini. Per partecipare al gioco è necessario iscriversi con la propria squadra (composta da un minimo di 2 a un massimo di 5 giocatori) già a partire dal 1° maggio sul sito www.allariscossa.it.
Il gioco prevede 100 prove da svolgere in diverse modalità, utilizzando in parte un’evoluta piattaforma tecnologica messa a disposizione da Telecom Italia, che elaborerà i risultati mandati tramite SMS o MMS e permetterà di calcolare in tempo reale il punteggio ottenuto.
Appuntamento a Milano sabato 6 giugno, con la grande Festa di Inaugurazione, e domenica 7 giugno quando, dalle 00:01 fino alle ore 19:00, i giocatori saranno chiamati a riappropriarsi della città attraverso cento diverse prove. In palio un ricco montepremi: viaggi e biglietti aerei, abbonamenti e biglietti d'ingresso per luoghi d'arte, musica e cultura di Milano, buoni acquisto per libri e DVD.
Protagonisti non saranno però solo i giovani milanesi, ma tutti i giovani d'Italia che potranno sperimentare l’edizione virtuale del gioco direttamente sul sito www.allariscossa.it con quiz e prove relative al patrimonio di tutt’Italia.

 
Di Admin (del 10/03/2009 h: 09:00:00, in Ambiente, linkato 96 volte)

Convegno “Emissione colposa Salute pubblica” - sab. 14 marzo 09
Il Convegno “Emissione Colposa – Salute Pubblica:
Nessi di causa ed effetto tra agenti inquinanti e danni alla salute ed ambientali” si terrà sabato 14 marzo 2009, presso la Corte D'Appello di Taranto nel quartiere Paolo VI, è stato organizzato e promosso dal Comitato per Taranto, insieme all'Ail Taranto, Medicina Democratica Brindisi, Imid Association, Associazione 12 giugno, Cittadinanza Attiva.

La conferenza stampa di presentazione è fissata per mercoledì 11 marzo 2009 presso la sede dell’AIL (Associazione Italiana Leucemie) sezione di Taranto, in via De Cesare 3, verrà presentato il Convegno .

Tornano in campo le associazioni pugliesi per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Sull’onda della grande indignazione suscitata dalla possibilità che i danni inflitti alla collettività ed al territorio dai grandi gruppi industriali e nell’ipotesi paventata che i costi, malgrado i favolosi utili realizzati negli ultimi anni dagli stessi gruppi, ricadano come sempre unicamente sulle spalle dei cittadini, le associazioni iniziano a svelare i primi particolari del lavoro compiuto negli ultimi mesi volto ad inaugurare una giusta ed inderogabile campagna di risarcimenti.
Allo scopo, le associazioni sono riuscite a chiamare a raccolta una task-force costituita da decine di avvocati, magistrati, ingegneri, biologi, tecnici del territorio, esperti ambientali e soprattutto dei più noti nomi della medicina pugliese impegnati nella denuncia degli attentati alla salute pubblica e tra i pochi in grado di dimostrare il collegamento diretto tra la dispersione degli agenti inquinanti e l’incremento delle malattie sul territorio.
Una task-force costituita in vista di un obiettivo storico e affidata a noti professionisti qualificati provenienti dalle provincie di Taranto, Brindisi, Lecce e Bari tutti presenti al convegno che si terrà il giorno 14 marzo p.v. alle ore 16.00 presso l’Aula Bunker della Corte di Appello di Taranto (Paolo VI).
Dopo il primo storico risultato ottenuto imponendo alla classe politica l’impianto della legge regionale per l’abbattimento delle emissioni di diossine, la città prepara ora una nuova e determinante campagna di lotta per l’accertamento delle effettive responsabilità dei vari inquinanti nella determinazione dei danni alle persone ed all’ambiente.
Il comitato civico ha inoltre individuato ed illustrerà le criticità dell’attuale sistema legislativo che fino ad ora non ha consentito di determinare appieno le responsabilità e gli indennizzi. Inoltre si vuole indicare, in tal senso, il proficuo ricorso alle attuali normative di tutela.
Nel corso del convegno saranno svelati i meccanismi secondo cui più emissioni “a norma” di inquinanti possano ugualmente produrre danni consistenti alla popolazione sfruttando un effetto cumulativo e sinergico non previsto dall’attuale sistema normativo.
Saranno inoltre evidenziate le gravi inadempienze di alcuni enti pubblici che in passato non hanno consentito di produrre quegli atti indispensabili per l’accertamento delle responsabilità a cui i cittadini avrebbero potuto fare riferimento per salvaguardare i propri diritti, la propria salute e ottenere i giusti risarcimenti.
Questo convegno rappresenta un primo appuntamento di carattere tecnico che prelude ad un successivo dibattito pubblico che metterà la cittadinanza nelle condizioni di sfruttare appieno le prove e le perizie già prodotte, al fine di conseguire gli indennizzi semplificando e rimuovendo ogni ostacolo dell’iter giudiziario.

Interverranno al Convegno:
dott. Giuseppe Lanzo, Presidente preposto della sede distaccata della Corte d'Appello avv. Marina Venezia, Dirigente nazionale Cittadinanzattiva
dott.ssa Anna Maria Quaranta, Dirigente Corte d'Appello di Taranto
dott. Antonio Fernando D'Angelo, Medico igienista Presidente Medicina Democratica
ing. Riccardo Rossi - Ricercatore ENEA - Medicina Democratica sezione di Brindisi
avv. Angelo Esposito - Presidente Ordine degli Avvocati della Provincia di Taranto
dott. Patrizio Mazza - Direttore Servizio di Ematologia Ospedale Moscati Taranto
dott. Mauro Minelli, Direttore Centro IMID di Immunologia Clinica - Ospedale Campi Salentina Lecce
dott. Maurizio Portaluri - Direttore Servizio di Radioterapia Oncologica Ospedale Perrino Brindisi
prof. Giorgio Assennato - Direttore Generale ARPA Puglia
Modererà il dott. Ermanno Iacobellis, Presidente sezione Corte d'Assise di Appello di Taranto

Alla conferenza stampa prenderanno parte i rappresentanti di Comitato Per Taranto –Michele Carone, Alessandro Marescotti Ail Taranto - Paola D'Andria
IMID Malati Infiammatori Cronici – Esther Paola Tattoli, Saverio De Florio Cittadinanzattiva – Marina Venezia Associazione 12 Giugno – Cosimo Semeraro, Mariangela Stasi

 
Di Admin (del 17/12/2008 h: 10:20:27, in Ambiente, linkato 121 volte)

Vendola: “Oggi una pagina molto dignitosa del Consiglio”
Sì a maggioranza “allargata” per il Ddl sulla diossina.
L’intervento del presidente Vendola in Consiglio regionale: Per Taranto è una sfida epocale, ma non vogliamo che l’Ilva chiuda.
Con questa legge non risolviamo i problemi del passato e del presente, ma cominciamo a risolvere i problemi del futuro.
Non è una legge estemporanea, nasce dopo che l’Arpa ha indicato il male e i rimedi per il male.
16 dicembre 2008 - Nichi Vendola (Presidente della Regione Puglia)
“Durante il viaggio ufficiale nella regione più ricca e popolosa della Cina, ho avuto l’immagine sconvolgente dell’ambiente esterno a Canton, la megalopoli.
Un campagna tra le più devastate si possa immaginare.
Al ritorno a Roma ho trovato il Tevere devastato.
In Puglia abbiamo vissuto la condizione angosciante di essere allagati e non avere acqua, siamo di fronte ad un nuovo problema: la desertificazione che avanza, come in tutto il mediterraneo.
La difesa dell’ambiente non può essere inquilino dei convegni, ma è una responsabilità politica.
Non è roba da sognatori, è un’impresa politica e quella che oggi vivo con emozione è l’idea di una riconciliazione tra la politica e la cittadinanza, quando la politica cerca di aprire un sentiero. L’industria è una strada necessaria, ma più che un vettore di inquinamento è stata vista come fattore di incivilimento.
La nostra industrializzazione non deve essere la fotocopia sbiadita delle altre, i Sud del mondo non devono essere la pattumiera di tutte le produzioni inquinanti.
Per Taranto è una sfida epocale, ma non vogliamo che l’Ilva chiuda. Ho espresso un giudizio negativo sul referendum ma credo, come abbiamo fatto, nel coinvolgimento del sapere accademico e di quello dal basso nel trovare una soluzione per questa città.
Negli incontri con Riva ho parlato di diritto alla vita. È un galantuomo di vecchio stampo, un uomo ottocentesco.
Questo incontro impossibile è stato serio: abbiamo fatto un passo dopo l’altro, un’interlocuzione inedita. Non ho fatto il notaio, sulle carte ho sollecitato il contributo di esperti e tecnici. Sono nate 100 osservazioni, che hanno portato ad altre 8 ed al tavolo permanente.
Abbiamo cominciato a nominare i veleni, lo abbiamo spinto ad aprire il primo centro Inail in una fabbrica con una geografia di rischi e pericoli notevole, specie per i ragazzi del subappalto.
Con questa legge non risolviamo i problemi del passato e del presente, ma cominciamo a risolvere i problemi del futuro. Non è una legge estemporanea, nasce dopo che l’Arpa ha indicato il male e i rimedi per il male.
Al ministro Pecoraro Scanio ho posto che bisognava considerare lo scandalo della soglia consentita di diossine, proprio come hanno fatto i friulani per l’azienda di Lucchini. Tre volte sono stato insultato dal ministro Prestigiacomo e tre volte ho teso la mano, facciamo insieme questa battaglia, ho detto, salviamo insieme Taranto.
La nostra legge non parla solo in salsa tarantina, vuole dare speranza alla Puglia e parlare all’Italia e all’Europa.
Domani voglio aprire una nuova battaglia e la voglio fare insieme a tutti: Cerano, Brindisi Enel. Sta arrivando come uno tsunami la crisi mondiale e c’è chi pensa che l’ambiente vada messo da parte per dare da mangiare alle persone, ma come si può più mangiare se gli alimenti sono contaminati?
Facciamo di Taranto e Brindisi l’oggetto di una contesa ambientale: colleghi del centrodestra e del centrosinistra sfidiamoci su questo terreno.
Voglio annunciare un scelta nelle città: non potremo consentire nemmeno un grammo di inquinamento in più scaricato nel nome dell’occupazione.
Mettere l’ambiente al centro dell’agenda di lavoro non è un vincolo all’economia, non è un muro: è il contenuto forte di un’altra idea di sviluppo, basata su una filiera di valori: la bellezza, il paesaggio, il territorio sono una nuova economia, non un libro dei sogni.
Si sperimenta in Puglia un cambiamento. Conosciamo i lutti della città di Taranto. Ho pensato a Roberto, morto a 16 anni di cancro.
Se insieme pensassimo che in futuro non ci debba essere più una storia segnata per tanti ragazzini e ragazzine faremmo una cosa buona. Il problema di oggi è la diossina che si è accumulata sul terreno. La battaglia bipartisan da fare è che il governo centrale cacci i soldi per il risanamento. Facciamola insieme.
Non è per avere tanti soldi per il Sud spendaccione, ma per dare alla nostra gente il futuro di cui ha diritto”. Losappio in consiglio sul ddl: “La legge sulla diossina ha un solo obiettivo.
Quattro le iniziative per rendere più compatibile l’Ilva” “Con questa legge, noi non vogliamo risolvere il problema di Brindisi o di Lecce e neanche quello della Puglia o di tutte le emergenze ambientali che si sono accumulate in questa regione negli ultimi dieci anni.
Non è questo l’obiettivo della legge. La legge ha un solo obiettivo, e lo ribadisco, quello di affrontare la questione della compatibilità dell’Ilva in un’area di grande emergenza ambientale
E intendiamo risolvere questo problema attraverso quattro iniziative.
1) La prima è quella relativa al protocollo d’intesa firmato nel dicembre 2006. Noi abbiamo realizzato un investimento economico in quell’anno. Non è stato sufficiente però proprio per il contesto in cui opera lo stabilimento. Quel protocollo va portato a conclusione. Ma non basta.
Ad esempio è stata proprio la famiglia Riva che ci ha chiesto, nella giornata di ieri, di rinviare a gennaio il tavolo di verifica tecnica convocato per domani in Prefettura.
Uno slittamento voluto dall’Ilva e motivato così da Riva: “non siamo in grado di affrontare con serenità la questione, all’indomani dell’approvazione della legge in consigli regionale”.
2) la seconda è l’accordo di programma siglato ad aprile del 2008 “Area industriale di Taranto e Statte la cui finalità è la valutazione unitaria ed integrata degli impianti industriali sottoposti a procedura di Aia in modo tale da garantire gli interessi fondamentali della collettività e l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali.
La regione ribadisce che senza un abbattimento certo per tempi e quantità delle diossine esprimerà un parere negativo nella procedura di AIA
3) la legge sull’abbattimento della diossina del novembre 2008 (quella che stiamo approvando in queste ore). La legge è necessaria perché quella nazionale, per quanto riguarda l’emissione della diossina è alquanto bucherellata. La norma nazionale non ci garantisce.
4) la quarta e ultima iniziativa è l’accordo di programma quadro in via di approvazione, mancando solamente l’ok del governo nazionale.
L’accordo prevede la bonifica del sito di interesse nazionale di Taranto per il quale sono già stati stanziati 150 milioni di euro.
È una legge importante quella che stiamo discutendo ora, ma, vorrei ricordare, non è l’unica legge importante che questa regione ha fatto in tre anni e mezzo. 28 sono state le leggi ambientali, 14 i regolamenti, 3 i piani e 31 gli accordi di programma e i protocolli d’intesa”.
 

Fonte: http://www.consiglio.puglia.it/

 
Di Admin (del 12/11/2008 h: 09:58:08, in Ambiente, linkato 107 volte)

Una legge regionale, la prima in Italia di questo tipo, disciplinera' in Puglia con limiti piu' bassi l'emissione in atmosfera di diossine e furani (specificamente ''policlorodibenzodiossina, policlorodibenzofurani ed altre sostanze'').
Il disegno di legge, che e' stato approvato oggi dalla giunta regionale, su proposta dell'assessorato all'Ecologia, con la collaborazione dell'Agenzia Regionale Protezione Ambiente, dovra' ora passare in Commissione e poi dovra' essere approvata dal Consiglio.
E' una norma diretta soprattutto allo stabilimento siderugico Ilva di Taranto. Infatti e' stata concepita di concerto con gli enti locali interessati: i sindaci di Statte e Taranto e la Provincia di Taranto.
''La Puglia e' la prima regione italiana che si dota di una legge di questo genere sulle diossine - ha detto l'assessore regionale all'Ecologia Michele Losappio - in tutto il resto del Paese vige il decreto legislativo 152 rispetto al quale l'Ilva e altri stabilimenti simili sono assolutamente in regola.
In Puglia, quando questa legge passera' in commissione e in Consiglio, noi ci auguriamo al piu' presto, entreranno in vigore altre norme''.
Secondo quanto previsto dal ddl, in attuazione del protocollo di Aarhrus, tutti gli impianti di nuova realizzazione, per la produzione di ferro e acciaio (industria primaria e secondaria) e per la produzione di metalli non ferrosi (rame) dovranno adeguarsi ai valori limite ottenibili con l'applicazione delle Migliori Tecnologie Disponibili. In particolare, in fase di esercizio non devono essere superati i valori limite di emissione per i gas di scarico di 0,4 nanogrammi della somma di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani al metro cubo riferiti a un tenore di ossigeno del 15,5%.
Ma l'aspetto piu' importante della norma riguarda gli impianti gia' esistenti e in esercizio che alla data di entrata in vigore della legge dovranno adeguarsi ai valori limite precedenti secondo un calendario che prevede a partire dal 1° aprile del 2009 una somma di 2,5 nanogrammi al metro cubo e soprattutto a partire dal dicembre del 2010 il limite di 0,4 nanogrammi al metro cubo, come per gli impianti di nuova realizzazione.
Entro 60 giorni dall'entrata in vigore, i gestori degli impianti gia' esistenti devono elaborare un piano per il campionamento in continuo dei gas di scarico e presentarlo all'Arpa Puglia per la relativa validazione e definizione di idonea tempistica per l'adozione delo stesso.
L'Arpa provvedera' a effettuare verifiche a campione per valutare l'effettiva attuazione dei piani di campionamento e la relativa efficacia.
L'elaborazione del piano di campionamento e la validazione da parte dell'Arpa Puglia sono adempimenti essenziali per la concessione delle autorizzazioni e l'attivazione di nuovi impianti.
In caso di superamento dei limiti, Arpa Puglia li comunichera' alla Regione che diffidera' il gestore a rientrare nei limiti entro 60 giorni.
Se cio' non accadesse, il gestore dovra' chiudere l'impianto.
Fonte: (Adnkronos)

 
Di Admin (del 09/11/2008 h: 16:00:24, in Ambiente, linkato 137 volte)

Ragazzi, guardate un pò qui l'ottimo risultato ottenuto da RadioPopolareSalento e dalla nostra amica Antonietta Podda
http://www.radiopopolaresalento.it/?p=818

 
Di Admin (del 06/11/2008 h: 11:34:22, in Ambiente, linkato 123 volte)

Vi informiamo che giovedì 6 novembre alle ore 17:30, presso la Scuola Giusti (via Galeso, rione Tamburi), ci sarà un collegamento con la trasmissione 'La Vita in diretta' di RAIUNO. Sarebbe importante dare un volto alle adesioni e far vedere che siamo in tanti a pretendere più rispetto per la nostra città.

 
Di Admin (del 05/11/2008 h: 09:46:07, in Ambiente, linkato 91 volte)

Mercoledì 05 novembre ore 19.30 i presidenti di tutte le associazioni tarantine sono invitati nella sede dell' Associazione Bambini Contro l'Inquinamento di via De Cesare 2 a Taranto per importanti comunicazioni circa iniziative da intraprendere in sinergia. Diffondete la notizia a chiunque possa essere interessato. Per info e comunicazione contattare Pino Merico al 330 330323.

 
Di Admin (del 27/10/2008 h: 19:45:00, in Ambiente, linkato 146 volte)
Diossina e inquinamento a Taranto.
Vi segnaliamo che:
Giovedì 23 ottobre, ore 23.40 circa, è andata in onda la trasmissione televisiva su LA7, dal titolo "Malpelo", condotta dalla ex Iena Sortino.
per chi volesse rivedere la puntata (1 e 2 parte)

2 parte


 
Di Admin (del 22/10/2008 h: 16:59:08, in Ambiente, linkato 90 volte)

Date uno sguardo al TG di LA7 di ieri 21 ottobre 2008...
http://comitatopertaranto.blogspot.com:80/2008/10/anche-la7-va-gi-dura.html

(Ringraziamo gli amici del ComitatoxTaranto)

 
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RGVttc fphzqcobnxvu, [url=htt...
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ah ci tengo a sottol che il me...
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come la scorsa volta, due anni...
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Di Marcello


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