Numero 5

CONSIGLI PER L'ASCOLTO

 

Novità
Ebbene sì per il momento siamo impreparati. Nelle ultime settimane sono uscite molte cose interessanti ma le nostre tasche ancora non sono pronte, stiamo facendo strada ma le case discografiche ancora non ci passano i cd gratuiti.
Correremo presto ai ripari, con mezzi leciti e meno leciti, per il momento vi segnaliamo le uscite che riteniamo più interessanti:, sia per sentito dire e sia per la stima che nutriamo negli artisti citati.
Anzi se qualcuno li ha già ascoltati è invitato a mandarci la sua brava recensione; come direbbe Pippo Baudo Pac Music lo fate voi…

Beck – Guero
Chi lo conosce sa che ogni lavoro è una miniera di spunti e bel sentire
Moby – Hotel
Vedi sopra…c’è il timore che il nostro eroe abbia ecceduto in quanto ad elettronica
Marlene Kuntz – Bianco Sporco
Gianni Marroccolo (ex Csi) si è aggiunto al gruppo…ho detto tutto
G.L.Ferretti Ambrogio Sparagna – Litanie
L’incontro tra G.L. Ferretti (ex Csi…ho detto tutto) e il maestro Ambrogio Sparagna.
Cd tratto dal loro ultimo spettacoli Vedi pac music numero 3(?)
Moltheni – Splendore terrore
Merita molta più attenzione, parola di Pac Music aiutiamolo a farsi strada
 

R.E.M.

Forum di Assago (MI)

15 Gennaio 2005

Durante le sei ore trascorse al freddo di una gelida e nebbiosa domenica milanese di gennaio, ci siamo scaldati bevendo una brodaglia spacciata per tè dal vicino fast food e imbottendo le scarpe di carta igienica, per isolare meglio i piedi dall’asfalto ghiacciato.
Tutto questo, ovviamente, non ha fatto altro che far crescere l’aspettativa e il desiderio di essere in prima fila.
Se “Around the sun” è stato per me un album piuttosto deludente, il concerto è stato esattamente l’opposto: quasi due ore di musica in cui gli ormai quasi cinquantenni R.e.m. non si sono risparmiati per una attimo. L’attacco è fulminante, oltre che una gran bella sorpresa per i vecchi fans: “Finest worksong”, “Begin the begin”, “Departure” e “Animal”. Michael Stipe sale sul palco vestito di tutto punto – completo gessato e cravatta – ma con una sorta di maschera da “Zorro” di colore blu dipinta sugli occhi; prima di inziare a cantare lancia un cappellino fra il pubblico ed inizia subito a dimenarsi come un ragazzino, con quel suo stile diventato ormai famoso.
Nell’atmosfera magica della serata, anche brani che sull’ultimo cd non mi avevano impressionato riescono alla perfezione: “Boy in the well”, “High speed train” e “Aftermath” suonano quasi come vecchi classici.
“Everybody hurts” è sicuramente il momento più alto di tutto lo show: un crescendo intenso, commovente ed inarrestabile.
Segue una lunga carrellata di classici e di successi: “Leaving New York”, “Daysleeper”, “Imitation of life”, “Drive”, “The one I love” e l’immancabile “Losing my religion”.
Non mancano le riflessioni sulla situazione politica internazionale. Michael presenta “I wanted to be wrong” dicendo: “gli States sono un paese dove persone come noi si sentono perse”. Subito dopo qualche decina di stalattiti luminose si colorano di bianco, blu e rosso – i colori della bandiera USA – e Stipe canta con la testa bassa, quasi volesse chiedere scusa a nome del suo paese.
La seconda parte del concerto ci regala una splendida “What’s the frequency, Kennet”, “Bad day”, “The great beyond”, “Country feedback” e una chiusura pienamente all’altezza, con “Man on the moon”.
Usciamo dal forum con la piacevole sensazione di esserci sentiti a casa, per qualche ora, e di aver passato una gran bella serata.
Testo e foto di Manlio Ranieri

 

 

Pietre Miliari

Peter Gabriel:  Growing up live

dvd

Anno : 2003

 

Dov’ero? Ero su questo pianeta? Sì ma dormivo…
Lo ammetto sono un ignorante, come ho potuto trascurare per quindici anni della mia vita l’opera di un grande come Peter Gabriel ?. Eppure è successo, non saprei spiegarvi perché…forse Phil Collins mi ha mandato in confusione; si lo confesso il mio cervello pigro identificava Phil Collins, Peter Gabriel e Genesis (il gruppo dove Gabriel e Collins hanno fatto un pezzo di storia della musica) come un unico essere uno e trino che aveva prodotto melense melodie come A Groovy kind of love, buone solo per appassionati lenti alle feste delle medie.
Poi capita che un amico ti passa i cd di “Up” e “So”, esce il dvd del Growing up tour con un settimanale e ti si apre un mondo intero da scoprire. Come può uno che lo ha scoperto da meno di un mese parlarvi di Peter Gabriel? Ci prova…sono le emozioni provate che lo guidano a farlo. Ho visto in dvd il mio nuovo profeta Peter Gabriel cantare con la figlia l’intensa “Downside Up” sospeso a testa in giù su un palco multilivello, l’ho visto confezionare uno show televisivo chiamato The Barry Williams Show che ha come colonna sonora l’omonima splendida canzone (allora l’epoca del Grande fratello il profeta l’aveva prevista)
Mi ha portato in quello che lui chiama Animal Nation dove gli animali suonano con lui, l’ho visto andare in bicicletta durante Solsbury Hill, felice come un bambino ma preoccupato di non investire il suo bassista.
Ho udito il palpito del mio cuore quando una nenia araba si sposava alla perfezione con le chitarre elettriche di Signal to noise in un crescendo emozionante.
L’ho visto camminare e saltare in una enorme sfera gommosa durante Growing up.
Ho avuto la chiara percezione che le tecnologie del nostro secolo in mano a quest’uomo divengono la sublimazione di una musica già di per se eccelsa, un artista che sa scovare le voci di mondi lontani e mescolarle sapientemente, Gabriel lo chiama Real World…è bello averlo scoperto anche se con ritardo, ma qualcuno mi sa dire se anche i Genesis sono così belli?
 

 

Pac-Music

Non siamo giornalisti musicali, ma siamo appassionati di musica.

Ci piace molto l’idea di avere una rubrica musicale da condividere con i simpatizzanti del Pac. Partiamo allora con una serie di recensioni che saranno spunto di confronto e in alcuni casi consiglio all’ascolto.

 Siamo desiderosi di ricevere i vostri commenti, le vostre recensioni e le vostre proposte in modo da tenere viva la pagina. L’obiettivo è quello di scavare un po’ andando oltre ciò che passa la radio; la musica non è per noi semplice intrattenimento ma qualcosa da amare e ricercare, qualcosa in grado di esprimere al meglio i nostri sentimenti

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