Novità
Ebbene sì per il momento siamo impreparati. Nelle ultime settimane
sono uscite molte cose interessanti ma le nostre tasche ancora non
sono pronte, stiamo facendo strada ma le case discografiche ancora
non ci passano i cd gratuiti.
Correremo presto ai ripari, con mezzi leciti e meno leciti, per il
momento vi segnaliamo le uscite che riteniamo più interessanti:, sia
per sentito dire e sia per la stima che nutriamo negli artisti
citati.
Anzi se qualcuno li ha già ascoltati è invitato a mandarci la sua
brava recensione; come direbbe Pippo Baudo Pac Music lo fate voi…
Beck – Guero
Chi lo conosce sa che ogni lavoro è una miniera di spunti e bel
sentire
Moby – Hotel
Vedi sopra…c’è il timore che il nostro eroe abbia ecceduto in quanto
ad elettronica
Marlene Kuntz – Bianco Sporco
Gianni Marroccolo (ex Csi) si è aggiunto al gruppo…ho detto tutto
G.L.Ferretti Ambrogio Sparagna – Litanie
L’incontro tra G.L. Ferretti (ex Csi…ho detto tutto) e il maestro
Ambrogio Sparagna.
Cd tratto dal loro ultimo spettacoli Vedi pac music numero 3(?)
Moltheni – Splendore terrore
Merita molta più attenzione, parola di Pac Music aiutiamolo a farsi
strada
Durante le sei ore trascorse al freddo di una gelida
e nebbiosa domenica milanese di gennaio, ci siamo scaldati bevendo
una brodaglia spacciata per tè dal vicino fast food e imbottendo le
scarpe di carta igienica, per isolare meglio i piedi dall’asfalto
ghiacciato.
Tutto questo, ovviamente, non ha fatto altro che far crescere
l’aspettativa e il desiderio di essere in prima fila.
Se “Around the sun” è stato per me un album piuttosto deludente, il
concerto è stato esattamente l’opposto: quasi due ore di musica in
cui gli ormai quasi cinquantenni R.e.m. non si sono risparmiati per
una attimo. L’attacco è fulminante, oltre che una gran bella
sorpresa per i vecchi fans: “Finest worksong”, “Begin the begin”,
“Departure” e “Animal”. Michael Stipe sale sul palco vestito di
tutto punto – completo gessato e cravatta – ma con una sorta di
maschera da “Zorro” di colore blu dipinta sugli occhi; prima di
inziare a cantare lancia un cappellino fra il pubblico ed inizia
subito a dimenarsi come un ragazzino, con quel suo stile diventato
ormai famoso.
Nell’atmosfera magica della serata, anche brani che sull’ultimo cd
non mi avevano impressionato riescono alla perfezione: “Boy in the
well”, “High speed train” e “Aftermath” suonano quasi come vecchi
classici.
“Everybody hurts” è sicuramente il momento più alto di tutto lo
show: un crescendo intenso, commovente ed inarrestabile.
Segue una lunga carrellata di classici e di successi: “Leaving New
York”, “Daysleeper”, “Imitation of life”, “Drive”, “The one I love”
e l’immancabile “Losing my religion”.
Non mancano le riflessioni sulla situazione politica internazionale.
Michael presenta “I wanted to be wrong” dicendo: “gli States sono un
paese dove persone come noi si sentono perse”. Subito dopo qualche
decina di stalattiti luminose si colorano di bianco, blu e rosso – i
colori della bandiera USA – e Stipe canta con la testa bassa, quasi
volesse chiedere scusa a nome del suo paese.
La seconda parte del concerto ci regala una splendida “What’s the
frequency, Kennet”, “Bad day”, “The great beyond”, “Country
feedback” e una chiusura pienamente all’altezza, con “Man on the
moon”.
Usciamo dal forum con la piacevole sensazione di esserci sentiti a
casa, per qualche ora, e di aver passato una gran bella serata.
Testo e foto di Manlio Ranieri
Pietre Miliari
Dov’ero? Ero su questo pianeta? Sì ma dormivo…
Lo ammetto sono un ignorante, come ho potuto trascurare per quindici
anni della mia vita l’opera di un grande come Peter Gabriel ?.
Eppure è successo, non saprei spiegarvi perché…forse Phil Collins mi
ha mandato in confusione; si lo confesso il mio cervello pigro
identificava Phil Collins, Peter Gabriel e Genesis (il gruppo dove
Gabriel e Collins hanno fatto un pezzo di storia della musica) come
un unico essere uno e trino che aveva prodotto melense melodie come
A Groovy kind of love, buone solo per appassionati lenti alle feste
delle medie.
Poi capita che un amico ti passa i cd di “Up” e “So”, esce il dvd
del Growing up tour con un settimanale e ti si apre un mondo intero
da scoprire. Come può uno che lo ha scoperto da meno di un mese
parlarvi di Peter Gabriel? Ci prova…sono le emozioni provate che lo
guidano a farlo. Ho visto in dvd il mio nuovo profeta Peter Gabriel
cantare con la figlia l’intensa “Downside Up” sospeso a testa in giù
su un palco multilivello, l’ho visto confezionare uno show
televisivo chiamato The Barry Williams Show che ha come colonna
sonora l’omonima splendida canzone (allora l’epoca del Grande
fratello il profeta l’aveva prevista)
Mi ha portato in quello che lui chiama Animal Nation dove gli
animali suonano con lui, l’ho visto andare in bicicletta durante
Solsbury Hill, felice come un bambino ma preoccupato di non
investire il suo bassista.
Ho udito il palpito del mio cuore quando una nenia araba si sposava
alla perfezione con le chitarre elettriche di Signal to noise in un
crescendo emozionante.
L’ho visto camminare e saltare in una enorme sfera gommosa durante
Growing up.
Ho avuto la chiara percezione che le tecnologie del nostro secolo in
mano a quest’uomo divengono la sublimazione di una musica già di per
se eccelsa, un artista che sa scovare le voci di mondi lontani e
mescolarle sapientemente, Gabriel lo chiama Real World…è bello
averlo scoperto anche se con ritardo, ma qualcuno mi sa dire se
anche i Genesis sono così belli?