Gli Eels sono una band americana capitanata
da Mark Oliver Everett, personaggio alquanto curioso che ha scelto
come proprio nome d’arte la lettera iniziale del proprio cognome in
inglese E.
Lo stesso E definisce senza mezzi termini Blinking lights senza
mezzi termini “la madre di tutti gli album degli Eeels”.
Il cd è una profonda riflessione sul senso della vita, una sorta di
bilancio di quanto fatto finora.
Ben 33 canzoni per questo doppio ricco, anche troppo, cd che
spaziano su diversi generi, la stessa musica variegata che ha sempre
contraddistinto gli Eels sin dagli esordi di eElectro sckock blues.
E’ impossibile riuscire a catalogare gli Eels in un genere ben
definito: dalle ballate voce e pianoforte (o chitarra acustica) si
passa improvvisamente al pop più spensierato con massiccio uso di
elettronica, al rock più duro, ai brani strumentali, quasi
sussurrati. Diverse le collaborazioni prestigiose come quella di Tom
Waits a quella di Peter Buck che fosre non danno particolare valore
aggiunto, sono presenze discrete di gente che stima gli Eels e ha il
gusto di prendere parte al progetto. Ci hanno colpito tre canzoni in
particolare “trouble with dreams” cioè “guaii con i sogni”
canzone nella quale E evidenzia come non sia possibile vivere di
sogni, nel senso che spesso identifichiamo la nostra felicità nel
raggiungimento di sogni, che qualora raggiunti, ci deludono“my
losing streak is done” ovvero la mia striscia perdente è finita.che
sembra la prosecuzione narrativa ideale di Creep dei Radiohead,. il
protagonista, il creep, lo sfigato, prende coscienza che in fondo il
mondo gli sorride anche per le piccole belle cose della
quotidianità come incontrare una ragazza carina o vedere il sole che
sorge.
Infine Hey man now you’re really leaving, canzone eelsiana per
definizione con il suo incedere incalzante accompagnato da tastiere
ed orpelli eletrronici saggiamente dosati. Viene ripreso il concetto
di prima E dice stai davvero vivendo sia quando ti ritrovi disteso
sul pavimento a gridare fino a quando non ce la fai più, sia quando
sei innamorato di una ragazza che ti fa sentire come se il mondo non
fosse cattivo.
L’idea rimane meravigliosa. Quella di una band
“virtuale” composta da cartoni animanti. LA mente è sempre quella di
Damon Albarn, cantante dei Blur, che si diletta a macinare diversi
progetti paralleli per dare sfogo alla sua creatività.
Il secondo episodio della saga Gorillaz non delude ed è la
continuazione ideale diel precedente “Gorillaz”. Vero e proprio
frullatore di rock, elettronica, rap il disco funziona grazie anche
alle prestigiose e preziose collaborazioni di artisti come De la
soul, Neneh Cherry, Ike Turner, Shaun ryder, Martina Topley-Bird,
Dennis Hopper.
Le trovate non mancano, come il frizzante e ballabile singolo Feel
good inc. realizzato insieme ai De la soul oppure l’ipnotica All
alone o la particolare Dirty Harry con il suo groove da telefilm
americano anni 70 sul qual si innestano nell’ordine coro di voci
bianche, archi orientali, rappone finale. Divertente, vario, irresistibile.
Lavoro da segnalare “mentre tutto scorre”dei
nostri Negramaro.
In brani come “Nella mia stanza”, e “Solo3min”la band pugliese
conferma di aver appreso e sfruttato la lezione dei Radiohead di
“The Bends”. Il ruolo che viene attribuito al piano negli
arrangiamenti del disco permette invece di sentire a volte l’eco
distinto dei Coldplay e soprattutto dei Muse.Testi sospesi tra il
realismo e la metafora si soffermano più volte su un processo
creativo dell’artista, citando il canto e la composizione in
parecchi versi. Le parole stesse “piovono che sembra si sia spento
il sole”(“Musa”): seppure la Puglia venga mentalmente associata
negli stereotipi al sole, in questo disco i paesaggi emozionali dei
Negramaro si ricoprono di nevicate avvolgenti, si riempiono di
un’aria piovigginosa. Continuate così
Pac-Music
Non
siamo giornalisti musicali, ma siamo appassionati di musica.
Ci
piace molto l’idea di avere una rubrica musicale da condividere con i
simpatizzanti del Pac. Partiamo allora con una serie di recensioni che
saranno spunto di confronto e in alcuni casi consiglio all’ascolto.
Siamo desiderosi di ricevere i vostri commenti, le vostre recensioni e
le vostre proposte in modo da tenere viva la pagina. L’obiettivo è
quello di scavare un po’ andando oltre ciò che passa la radio; la musica
non è per noi semplice intrattenimento ma qualcosa da amare e ricercare,
qualcosa in grado di esprimere al meglio i nostri sentimenti