Numero 8

CONSIGLI PER L'ASCOLTO

 

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Eels

Blinking Lights and other revelations

Vagrant

2005

 

Gli Eels  sono una  band americana capitanata da Mark Oliver Everett, personaggio alquanto curioso che ha scelto come proprio nome d’arte la lettera iniziale del proprio cognome in inglese E.
Lo stesso E definisce senza mezzi termini Blinking lights senza mezzi termini “la madre di tutti gli album degli Eeels”.
Il cd è una profonda riflessione sul senso della vita, una sorta di bilancio di quanto fatto finora.
Ben 33 canzoni per questo doppio ricco, anche troppo,  cd che spaziano su diversi generi, la stessa musica variegata che ha sempre contraddistinto gli Eels sin dagli esordi di eElectro sckock blues.
E’  impossibile riuscire a catalogare gli Eels  in un genere ben definito: dalle ballate voce e pianoforte (o chitarra acustica) si passa improvvisamente al pop più spensierato con massiccio uso di elettronica, al rock più duro, ai brani strumentali, quasi sussurrati. Diverse le collaborazioni prestigiose come quella di Tom Waits a quella di Peter Buck che fosre non danno particolare valore aggiunto, sono presenze discrete di gente che stima gli Eels e ha il gusto di prendere parte al progetto. Ci hanno colpito tre canzoni in particolare  “trouble with dreams” cioè “guaii con i sogni” canzone nella quale E evidenzia come non sia possibile vivere di sogni, nel senso che spesso identifichiamo la nostra felicità nel raggiungimento di sogni, che qualora raggiunti, ci deludono“my losing streak is done” ovvero la mia striscia perdente è finita.che sembra la prosecuzione narrativa ideale di Creep dei Radiohead,. il protagonista, il creep, lo sfigato, prende coscienza che in fondo il mondo gli sorride  anche per le piccole belle cose della quotidianità come incontrare una ragazza carina o vedere il sole che sorge.
Infine Hey man now you’re really leaving, canzone eelsiana per definizione con il suo incedere incalzante accompagnato da tastiere ed orpelli eletrronici saggiamente dosati. Viene ripreso il concetto di prima E  dice stai davvero vivendo sia quando ti ritrovi disteso sul pavimento a gridare fino a quando non ce la fai più, sia quando sei innamorato di una ragazza che ti fa sentire come se il mondo non fosse cattivo.

 

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Gorillaz

Demon days

Capitol

2005

 

L’idea rimane meravigliosa. Quella di una band “virtuale” composta da cartoni animanti. LA mente è sempre quella di Damon Albarn, cantante dei Blur, che si diletta a macinare diversi  progetti paralleli per dare sfogo alla sua creatività.
Il secondo episodio della saga Gorillaz non delude ed è la continuazione ideale diel precedente “Gorillaz”. Vero e proprio frullatore di rock, elettronica, rap il disco funziona grazie anche alle prestigiose e preziose collaborazioni di artisti come De la soul, Neneh Cherry, Ike Turner, Shaun ryder, Martina Topley-Bird, Dennis Hopper.
Le trovate non mancano, come il frizzante e ballabile  singolo Feel good inc. realizzato insieme ai De la soul oppure l’ipnotica All alone o la particolare Dirty Harry con il suo groove da telefilm americano  anni 70 sul qual si innestano nell’ordine coro di voci bianche, archi orientali, rappone finale.
Divertente, vario, irresistibile.

 

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Negramaro

Mentre tutto scorre

Sugar

2005

 

 

Lavoro da segnalare “mentre tutto scorre”dei nostri Negramaro.
In brani come “Nella mia stanza”, e “Solo3min”la band pugliese conferma di aver appreso e sfruttato la lezione dei Radiohead di “The Bends”. Il ruolo che viene attribuito al piano negli arrangiamenti del disco permette invece di sentire a volte l’eco distinto dei Coldplay e soprattutto dei Muse.Testi sospesi tra il realismo e la metafora si soffermano più volte su un processo creativo dell’artista, citando il canto e la composizione in parecchi versi. Le parole stesse “piovono che sembra si sia spento il sole”(“Musa”): seppure la Puglia venga mentalmente associata negli stereotipi al sole, in questo disco i paesaggi emozionali dei Negramaro si ricoprono di nevicate avvolgenti, si riempiono di un’aria piovigginosa. Continuate così
 

 

Pac-Music

Non siamo giornalisti musicali, ma siamo appassionati di musica.

Ci piace molto l’idea di avere una rubrica musicale da condividere con i simpatizzanti del Pac. Partiamo allora con una serie di recensioni che saranno spunto di confronto e in alcuni casi consiglio all’ascolto.

 Siamo desiderosi di ricevere i vostri commenti, le vostre recensioni e le vostre proposte in modo da tenere viva la pagina. L’obiettivo è quello di scavare un po’ andando oltre ciò che passa la radio; la musica non è per noi semplice intrattenimento ma qualcosa da amare e ricercare, qualcosa in grado di esprimere al meglio i nostri sentimenti

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