Numero 4

CONSIGLI PER L'ASCOLTO

Franz Ferdinand: Franz Ferdinand (04)

Casa Discografica: Domino/Self

Voto: 7.5

“Non si esce vivi dagli anni Ottanta” cantava Manuel Agnelli degli Afterhours con riferimento alla parte brutta di quel periodo: arrivismo, superficialità,trionfo del banale etc. che rimane radicata e tuttora permea i nostri giorni..
Ma gli anni Ottanta non sono tutti da buttare e ce lo ricordano i Franz Ferdinand, la band di Glasgow, rivelazione del 2004.
Prendete la musica buona che risale a quel periodo: i Cure di Hey you, i Depeche Mode di Personal Jesus, i Pixies di “River Euphrates “ ma anche alcuni motivi tipicamente anni Ottanta come quello di “Celebration”; la ritrovate tutta in questo disco, opportunamente attualizzata e rivitalizzata.
Canzone simbolo è “Darts of pleasure” vero e proprio inno alla “fantastica passione dark”, dopo un incedere incalzante da marcetta è il gran finale che colpisce suggellato da un improvviso cambio di ritmo con un ironico ritornello in tedesco che recita così “Mi chiamano Superfantastico, bevo champagne con salmone”.
Segnaliamo inoltre “The dark of the Matinee” e “Cheating on you” canzoni fresche e incalzanti basso chitarra batteria e ritornello accattivante; perché attingere dal passato, se fatto con intelligenza non è un male.
Ha il suono di: il meglio degli anni Ottanta
(Fabio M.)
 

GreenDay

Forum di Assago (MI)

16 Gennaio 2004

Un concerto dei Green day non è solo musica; di questo ce ne accorgiamo subito: prima dell’inizio un tizio vestito da coniglio rosa sale sul palco con una bottiglia di birra in mano, barcollante; balla, rutta e si gratta il culo. Si capisce subito quale sarà il tenore della serata: qualcuno, sul palco, ha voglia di divertirsi e divertire, oltre che di suonare.
L’inizio del concerto sembra negare questa prima impressione: “American idiot”, “Jesus of suburbia” e “Holiday” sono suonate in maniera travolgente ed impeccabile, e per un attimo ci si scorda del coniglio rosa che ha aperto lo show. Non dura molto, però; già da “We are the waiting” Billie Joe Armstrong inizia a calarsi nella sua veste di intrattenitore: cerca di coinvolgere il pubblico, di fargli cantare ogni ritornello, si muove da una parte all’altra del palco e va a suonare prima vicino ad una tribuna poi all’altra. Ma non è tutto: durante un brano inizia a mitragliare il pubblico con un enorme fucile ad acqua, poi chiama fra gli spettatori un bassista, un batterista ed un chitarrista (al quale, alla fine, regala la chitarra!) per suonare insieme a lui. Durante “King for a day” tutta la band si veste a maschera (Chi da ape, chi da donna, chi da Re).
Sembrerebbe, insomma, che i tre adolescenti non siano cresciuti affatto, come invece il loro ultimo lavoro – maturo ed intelligente – pare dimostrare. Eppure quando la musica ha il sopravvento il gruppo convince appieno: ottime sono state “Wake me up when september ends”, dedicata a Joey Ramone e “Hitchin’ a ride”. “Basket case”, ovviamente, è stata un delirio di energia e “Longview” quasi un inno.
Prima della classica “Good riddance” di chiusura, infine, una inattesa cover di “We are the champions” – eseguita alla perfezione – mi convince ad arrendermi definitivamente: mi dico “ma sì, chissene frega, canto anch’io a squarcia gola, anche se ho sempre sparato a zero contro i Queen”!
Lo spirito della serata è stato questo, insomma, e se non posso dire di essere uscito dal forum con la sensazione di aver assistito ad un evento di grande spessore, non posso neanche negare di essermi divertito come un ragazzino.
(Manlio R.)

Pietre Miliari

Pink Floyd:  The Wall

Casa Discografica:

Columbia Records (US)

Harvest Records (UK)

Anno : 30/11/1979

 

Non c’è titolo più appropriato per una pietra miliare. Per parlare di questo capolavoro non si può che partire dal titolo. Cosa è the wall? Il muro. ? Per Roger Waters, autore della gran parte di musica e testi di questa vera e propria opera rock è l’insopportabile separazione fra una rockstar idolatrata all’apice del proprio successo ed il proprio pubblico, la gente comune. Nel raccontare la storia del protagonista “Pink”, Waters ci racconta passo dopo passo i processi mentali che portano alla creazione di questo muro.
La mancanza del padre scomparso prematuramente in guerra (“Vera”,”Bring the boys at home”, l’infanzia trascorsa con la madre iperprotettiva (“Mother”)l’educazione repressiva tesa all’appiattimento di professori frustrati con le loro bacchettate sulle nocche (“Anothe brick in the wall”), il fallimento di un matrimonio frettoloso (“One of my tunes”)sono tutti elementi che portano Pink a divenire un uomo fragile; rockstar acclamata ma uomo fragile.
Tale fragilità lo conduce prima all’isolamento poi ad un profondo malessere (“Confotably numb”) ma in nome dello show business deve proseguire a tutti i costi la propria carriera; in pieno delirio di onnipotenza egli si sente come un gerarca nazista insofferente (“In the flesh”) che può ordinare al proprio pubblico cosa fare. Fortunatamente c’è il lieto fino, Pink in una sorta di seduta autopsicanalitica (“the trial”)comprende le cause dei propri mali e un giudice immaginario una sorta di Dio cattivo ordina l’abbattimento del muro (Pink ha dimostrato sentimenti di natura umana, non può più rimanere isolato dai propri simili).
Il film di Alan Parker nel 1982, con l’allucinata interpretazione di Bob Geldof, nel ruolo di Pink avrebbero scolpito nelle menti di tanti appassionati di rock molte immagini forti (la marcia dei martelli, la processione degli alunni avviati al tritacarne; la violenza distruttiva di Pink al culmine della propria crisi) portando a perfetto compimento The wall.
L’incredibile intensità della musica, ogni accordo, ogni nota al posto giusto…me lo vado a riascoltare.
(Fabio M.)

 

Pac-Music

Non siamo giornalisti musicali, ma siamo appassionati di musica.

Ci piace molto l’idea di avere una rubrica musicale da condividere con i simpatizzanti del Pac. Partiamo allora con una serie di recensioni che saranno spunto di confronto e in alcuni casi consiglio all’ascolto.

 Siamo desiderosi di ricevere i vostri commenti, le vostre recensioni e le vostre proposte in modo da tenere viva la pagina. L’obiettivo è quello di scavare un po’ andando oltre ciò che passa la radio; la musica non è per noi semplice intrattenimento ma qualcosa da amare e ricercare, qualcosa in grado di esprimere al meglio i nostri sentimenti

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Concerti in Puglia
 
Data Artista Città Luogo
11/02 Sepe, Daniele Foggia (FG) Tamburi dal Mare
12/02 Franklin Delano Bari (BA) Agorà
TBC
17/02 Lisergica Lecce (LE) William Wallace Pub
19/02 Cosmica Lecce (LE) Gorilla @ Candle Pub
24/02 Cosmica Lecce (LE) Wallace Pub
25/02 Sergio Cammariere Taranto Nuovo CineTeatro
25/02 Petra Magoni & Ferruccio Spinetti Bari (BA) Lo Zenzero
ore 21.00
26/02 Fabryka Bari (BA) Kismet Opera
Vitamine Night Live @ Controradio
27/02 C.F.F. E Il Nomade Venerabile Talsano (TA) Il Papiro


 

 

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